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Recensioni

UNA VACANZA QUASI PERFETTA

DI ANNE PERCINE

Maxime Mainard è un ragazzo diciassettenne controllato, ingessato nelle convinzioni maturate nel tempo e affetto dalla sicurezza di un certo snobbismo culturale e tutto adolescenziale. Ma in sostanza è introverso e scontroso, ancorato alle sue decisioni e a quei pregiudizi con cui ride e scherza con i suoi amici. Appassionato di rock classico, convinto che per cucinare una melanzana basti metterla nel microonde, con risultati disastrosi, partendo dalla prospettiva di fare una vacanza a casa della nonna Lisette, in periferia, in una casetta con tanto di gatto, libreria fornitissima di gialli, PC a disposizione e albero di ciliegie in giardino si ritroverà a vivere un’avventura ricca di situazioni esilaranti e al limite che lo costringeranno ad aprire gli occhi sul mondo che lo circonda ed ad intraprendere un viaggio interiore, alla scoperta di cosa vuol dire essere adulti e come relazionarsi con l’altro sesso, oltre che a sfoderare il suo invidiabile humor grazie al quale riesce a sdrammatizzare anche le situazioni più disperate. Un libro breve ma molto coinvolgente e divertente grazie anche ad un'ottima caratterizzazione dei personaggi.

Recensione di: Luca Dal Degan classe IIIDnr


 Solo Flora

Quando alla mamma, biologa marina, viene offerto un contratto annuale a Brisbane, la quindicenne Flora è portata a scegliere dove vivere l’anno seguente, se con la madre, in una delle più grandi città dell’Australia, oppure con gli zii in uno sperduto paesino della provincia torinese. Avendo il fidanzato residente a Torino, la scelta è ovvia: il paesino! Gli zii però non sono come le persone a cui lei è abituata… sono DP, different people, in grado di utilizzare la magia a loro piacimento. Vivendo con loro, Flora si trova costretta ad andare alla scuola per DP, frequentata da vampiri, fate e lepricani in grado di farla sentire diversa a causa del suo essere NP, ossia una “normal” priva di magia. Oltre a questo ostacolo, si aggiunge la scelta nell’ambito dell’amore: da una parte Leo, colui che, pensava Flora, sarebbe stato l’amore della sua vita, e dall’altra un presuntuoso, ma irresistibile, vampiro. A rendere il periodo a casa degli zii ancora più difficile da sopportare, si aggiunge Alibella, una fata di straordinaria bellezza e di altrettanta malvagità, la quale riuscirà a sabotare la reputazione della povera NP, compromettendo anche la salvezza dell’intero paese... Riuscirà la giovane Flora a far fronte a tutti questi ostacoli e ad uscire indenne dall’avventura? La risposta è nel libro scritto dalla torinese Stefania Bertola, la quale è riuscita a mettere in scena, in un contesto fuori dal comune, quelli che sono i normali problemi adolescenziali, ponendo in risalto lo scontro con il diverso, visto con distacco attraverso gli occhi della giovane protagonista. Il libro è caratterizzato da un’elevata scorrevolezza,ottenuta grazie all’ironia e alla leggerezza stilistica, e risulta quindi adatto anche a coloro che non nutrono un grande interesse nei confronti della lettura. Una volta finito di leggere il libro, tuttavia, si avverte una sensazione di insoddisfazione, dovuta alla mancanza di colpo di scena finale e alla riapertura di altre questioni non riguardanti strettamente la storia narrata. In questo modo, tutte le  aspettative che nascono a partire dall’ accattivante incipit, non vengono debitamente ripagate, e per questo motivo, nonostante i diversi punti di forza precedentemente descritti, non suggerirei la lettura di questo libro a qualcuno in cerca di una narrazione fuori dall’ordinario. Recensione di:  Michela Daraio classe IIIDnr  

Il bambino con i petali in tasca

Autore: Anosh Irani

Anno di pubblicazione: 2008 Genere: Romanzo di formazione Personaggi: Chamdi é il protagonista, un bambino di dieci anni che è stato abbandonato dai suoi genitori e vuole trovare il padre per ritrovare le proprie radici. Sumdi e Guddi:fratello e sorella che diventeranno amici di Chamdi. Trama: Chamdi, abbandonato dai suoi genitori, decide di fuggire dall'istituto che lo ospita per ritrovare il padre. A Bombay troverà solo povertà e violenza riuscendo a farsi degli amici, i fratelli Sumdi e Guddi, che sono stati assoldati da un uomo crudele e malefico. Nonostante il misero contesto, Chamdi imparerà i valori dell'amicizia e solidarietà. Opinione personale: Il fatto che l'autore sia stato così diretto in certi casi serve a far capire il contesto nel quale viene ambientata la storia. L'utopia di una Bombay pacifica e tranquilla di Chamdi risiede forse nella mente di qualsiasi bambino o ragazzo che vive in contesti difficili a cui non rimane altro che sognare. Questo libro può richiamare alla mente la storia del romanzo di Charles Dickens "Oliver Twist".   Recensione di: Hamza Abjlini classe IIIDnr

"Raccontami di un giorno perfetto"

di Jennifer Niven

"Sono ancora qui, e sono contento di esserci, altrimenti questo me lo sarei perso: qualcosa di bello per cui stare sveglio." Il libro "Raccontami di un giorno perfett" di Jennifer Niven è la storia di Theodore Finch e Violet Markey, della loro tormentata storia che si intreccia improvvisamente una gelida mattina sul cornicione del tetto della loro scuola. Finch lo "schizzato" e Violet, ragazza molto popolare ma ancora ferma sulla crisi del recente lutto per sua sorella, scoprono di avere molto in comune, di essere due anime fragili in cerca di sostegno e di riuscire a rendersi "incantevoli a vicenda, ed è così incantevole essere incantevoli con chi si ama..". Inizia il loro viaggio, con la scusa di un lavoro scolastico, alla ricerca di uno schizzo di felicità che li tiri su dal baratro in cui stanno per cadere, alla ricerca di emozioni, vertigini e ragioni per cui vale ancora la pena combattere. Il viaggio rappresenterà da una parte la possibilità di un nuovo inizio e dall'altra l'ultima pazzesca corsa prima della fine. Il libro è straordinariamente profondo e reale perchè scava dove nessuno vorrebbe mai scavare, nelle paure e nelle debolezze più buie delle persone, che portano a vedere solamente un'unica via d'uscita. Allo stesso tempo però evidenzia l'enorme aiuto aiuto che ci si può dare tra esseri umani. Il sostegno che salva davvero le persone è nelle altre persone, quando ci si aggrappa l'uno all'altra e si creano spazi di felicità, interessi, passioni e si viaggia per scoprire ciò che ancora non si conosce perchè non bisogna sprecare un attimo. Così fanno Finch e "Ultraviolet" tentano di salvarsi tra loro. La storia è struggente, fa sentire tutte difficoltà, le paure e il dolore dei personaggi, coinvolge nella loro storia d'amore, porta nella camera di Violet, diventata il suo unico luogo sicuro e nella macchina di Finch dove lo si sentirà continuamente cambiare personaggio, fare corse pazze per scoprire nuovi posti, sfogarsi e lasciare il suo segno. Si insinua nella scuola e nelle voci che girano tra i ragazzi, nell'inutile tentativo di aiuto degli psicologi, e poi ancora nella famiglia di Finch, distrutta e incapace di proteggersi e aiutarsi a vicenda, e in quella di Violet, dove i genitori fanno di tutto per mascherare e tappezzare il lutto subito. I due ragazzi tenteranno di ancorarsi l'uno all'altra, viaggeranno insieme, faranno cose proibite e straordinarie e si costruiranno una storia assolutamente instabile e assolutamente fondamentale che spezza il cuore in tutti i modi possibili. Recensione di: Luvi Moioli classe IIIDnr