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Progetti

10/04/2020 – Progetto “Scrivi che ti passa..”_“Storie in quarantena”

Il nostro Liceo ha aderito al progetto “Scrivi che ti passa..”_“Storie in quarantena” promosso dal Comune di Piossasco in collaborazione con Memoralab – L’officina delle storie.

L’iniziativa aveva come obiettivo “ la creazione di una memoria della situazione eccezionale che stiamo vivendo al tempo del Covid-19 in cui l’ordinario diventa straordinario e l’isolamento l’atto più grande di condivisione di tutta la Nazione”.

Gli studenti e le studentesse sono stati/e invitati/e ad esprimere in forma scritta, tramite clip video o per immagini le emozioni che hanno provato nel periodo del lockdown.

Tutto il materiale prodotto dagli alunni è stato raccolto in una serie di ebook, consultabili al seguente indirizzo web:

https://www.comune.piossasco.to.it/it/page/visual-diary?force_preview=true.

 

 

 

 

 

 

 

14 e 18/05/2020 – Gocce di resilienza

Gocce di resilienza

La resilienza di tre donne raccontata agli alunni del Liceo Scientifico di Pinerolo.Gli alunni delle classi 2DSA e 1ANR del Liceo Scientifico Maria Curie di Pinerolo hanno realizzato una serie di incontri con persone di grande forza d’animo, dal titolo “Gocce Di Resilienza”, al fine di approfondire il percorso sul concetto della resilienza, intrapreso nel corso dell’anno scolastico

Tali video conferenze, che hanno visto la partecipazione di Maria Lucia Burzio il 14 maggio e di Silvia Bonino con Tiziana Biolato il 18 maggio, si sono sviluppati sotto forma di “intervista collettiva” da parte delle classi, che hanno posto agli ospiti domande preparate durante le lezioni.

Le tre differenti storie sono accomunate dal medesimo approccio

nell’affrontare dei dolorosi traumi esistenziali.

Cilla Burzio è una donna di 56 anni che ha assistito alla morte prematura della figlia Lia, solamente sedicenne, nel 2008. <<Ciò che mi ha distrutto è stato il forte senso di ingiustizia. Non avrei mai creduto potesse accadere qualcosa del genere>> spiega Cilla <<ma poi ho pensato al terzo mondo e a quello animale>> La morte è parte essenziale della vita. Il messaggio da lei lanciato  è quello di evitare di cedere alla tentazione di giustificarsi di fronte ad un trauma e di cadere di conseguenza nell’autocommiserazione. La proposta è quella di cercare il “Locus of control interno”. <<Concretamente è da immaginare come una cabina di regia. Se questa è esterna significa che la felicità dell’individuo dipende da fattori esogeni, unicamente dagli altri ed è ciò che provoca il senso di vittima. Se si trova all’interno l’individuo è in grado di superare traumi poiché è lui stesso che decide le proprie azioni ed emozioni>>. Cilla Burzio sottolinea che per arrivare ad un’accettazione consapevole tala da permettere la vita, non la sopravvivenza, un appiglio importante è da riconoscere nella scrittura, come mezzo di autoriflessione.

Diversa è la storia per le successive “ospiti”. Tiziana Biolato e Silvia Bonino sono entrambe affette da malattie croniche degenerative. In questo caso la parziale impossibilità dei movimenti e il dolore provato colpisce l’individuo in maniera più specifica e personale, costringendo di conseguenza a cambiare le proprie abitudini.

<<Oltre al dolore fisico>> spiega Tiziana <<spesso anche i parenti che cercano di aiutarci appaiono come un ostacolo, poiché riducono la nostra autonomia>>, sottolineando il peso psicologico che lei, come altri malati, sono costretti a subire. L’autonomia secondo Tiziana gioca un ruolo importante nella ricerca e nel raggiungimento della felicità. Non dipendere dagli altri aiuta ad attenuare il dolore e ad alimentare la propria autostima, ma è comunque fondamentale saper chiedere aiuto!

Silvia Bonino, professoressa onoraria di psicologia all’università di Torino, è afflitta dalla malattia da circa vent’anni e ricorda come all’inizio sia stato difficile accettare la propria condizione.

Per fronteggiare il dolore fisico che, con il passare del tempo, logora il corpo, crede anche lei come Cilla che sia meglio evitare di cercare le cause – “perchè proprio a me?”-, per utilizzare invece tutte le energie individuali nella ricerca di una pace interiore, contando sulla propria forza d’animo.

L’atteggiamento consapevole e flessibile è sicuramente ciò che accomuna le storie delle tre donne, che sono riuscite a ritrovare in loro stesse la capacità di cambiare e ritrovare un nuovo senso all’esistenza, nonostante le fragilità e la sofferenza. Il loro racconto è una goccia di resilienza, che può portare ad una riflessione approfondita su noi stessi e sulle nostre risorse, per creare un “flusso di resilienza”, in cui le emozioni forti incanalate nel modo corretto possono portare notevoli benefici.

Essenziale è la relazione e la condivisione: non è un caso che tutte e tre siano fondatrici di associazioni e sentano l’esigenza di comunicare attraverso la scrittura. Per citare le parole di Primo Levi Comunicare si può e si deve: è un modo utile e facile per contribuire alla pace altrui e propria, perché il silenzio, l’assenza di segnali, è a sua volta un segnale, ma ambiguo e l’ambiguità genera inquietudine e sospetto.” (da Primo Levi, Sommersi e salvati, p. 69).

Nicola Chiappero (II Dsa)

Viola Moscato (I Anr)

LINK VIDEO GOCCE DI RESILIENZA

16/01/2020 – Incontro con il rapper Tommy Kuti

Pelle scura, accento bresciano – Tommy Kuti, il rapper di colore che combatte contro i luoghi comuni e le discriminazioni, incontra i liceali di Pinerolo per parlare di razzismo.

Afroitaliano, perché sono troppo italiano per essere solo africano”

Così si definisce nel suo singolo #AFROITALIANO Tommy Kuti, astro nascente della musica rap e trap italiana. Nato in Nigeria ed emigrato in Italia con la famiglia all’età di due anni, Tommy vive un’infanzia difficile tra discriminazioni all’interno dell’ambiente scolastico e difficoltà economiche che lo costringono a lavorare sin dalla giovane età.Oggi il suo obiettivo è chiaro: parlare ad un pubblico giovanile, attraverso le sue canzoni, dei problemi legati al razzismo nella società italiana. Giovedì 16 Gennaio si è recato all’Auditorium Baralis di Pinerolo per un confronto diretto con gli studenti del Liceo Maria Curie e Porporato. L’incontro si è svolto in forma di intervista collettiva da parte degli studenti, favorendo così un dialogo più empatico tra le due parti. Se nella mia classe alle superiori avessero steso una classifica di chi avrebbe avuto più possibilità di diventare famoso, probabilmente sarei stato l’ultimo. Purtroppo in Italia si guarda solo l’aspetto esteriore” dice il rapper, sottolineando quanto la nostra società sia ancora arretrata dal punto di vista dell’integrazione. In particolare evidenzia l’incoerenza e l’inadeguatezza del nostro paese nel negare la cittadinanza a ragazzi italiani di seconda generazione come lui.Proprio come scrive nelle sue canzoni, il mondo è cambiato ed oggi è necessaria un radicale trasformazione nel pensiero generale della società, eliminando ogni forma di discriminazione e pregiudizio nei confronti del “diverso”.Nonostante le difficoltà incontrate nel suo percorso di vita, il rapper è riuscito ad affermarsi nel mondo della musica, grazie alla sua forte passione ed ad una ossessiva pianificazione dei suoi obbiettivi. La tenacia e la determinazione di Tommy Kuti sono quindi un grande esempio per le generazioni attuali le quali, si spera, si impegnino ad indirizzare il paese verso una direzione maggiormente inclusiva e mirata all’integrazione dei “nuovi cittadini italiani”.

26/11/2019 – Giornata contro la violenza sulle donne – Inaugurazione “Panchina Rossa”

Il Liceo M. Curie di Pinerolo, in occasione della “Giornata contro la violenza sulle donne” ha inaugurato la propria Panchina Rossa.
La manifestazione ha avuto luogo martedì 26 novembre 2019, presso il piazzale d’ingresso principale alla scuola.
L’evento è stato accompagnato dalla lettura di alcuni brani tratti da “Ferite a morte” di Serena
Dandini, a cura del gruppo di Lettura ad Alta voce del Liceo e da brani musicali eseguiti da alcuni studenti dell’orchestra del Curie.
Inoltre una rosa rosso-arancione è stata deposita sulla panchina quale simbolo di un messaggio di
lucida consapevolezza contro la cultura della violenza.
All’inaugurazione erano presenti:
• alcuni rappresentanti dell’associazione Liberi dalla violenza di Pinerolo e del Coordinamento Donne Val Pellice;
• gli studenti che hanno contribuito all’individuazione della frase incisa sulla targa della panchina;
• il Gruppo Noi del Liceo;
• i rappresentanti della Consulta;
• i rappresentanti del Consiglio d’Istituto e i nuovi candidati.

 

Ashar Gan: canto di Speranza!

Venerdì 1 marzo è stato il primo di una serie di appuntamenti organizzati dall’associazione Ashar Gan ONLUS, in collaborazione con alcune scuole superiori del Pinerolese nell’ambito del progetto Frame Voice Report il cui obiettivo principale è quello di aumentare la consapevolezza di una parte della cittadinanza piemontese sulla situazione del Bangladesh e sulle principali problematiche che riguardano questo paese. Gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, definiti nell’Agenda 2030 e trattati nel corso dei vari incontri con le classi coinvolte, sono stati i seguenti: buona salute; parità di genere; Acqua pulita e servizi igienico sanitari; migrazioni e cambiamenti climatici.

Dopo un percorso di formazione i ragazzi hanno preso parte attiva al progetto realizzando interviste, approfondendo le tematiche in classe e organizzando le conferenze volte a sensibilizzare la cittadinanza.

La prima di tali conferenze, tenutasi presso la Fondazione Casa dell’Anziano, è stata condotta dagli studenti della 4°ASA del Liceo Scientifico M. Curie che hanno curato la parte del progetto relativa ai cambiamenti climatici.

Una ragazza nel ruolo di moderatrice ha introdotto i vari interventi dei compagni che hanno presentato il risultato del lavoro e delle loro riflessioni. La proiezione di uno spezzone del documentario sul Bangladesh realizzato in un recente viaggio in alcuni villaggi di quel paese che molti italiani intervistati non sanno neppure collocare geograficamente, ha permesso di focalizzare l’attenzione su alcuni effetti devastanti dei cambiamenti climatici globali.

Gli studenti hanno cercato di coinvolgere il pubblico ponendo la questione sulla responsabilità di ciascuno e sulla necessità di assumere un atteggiamento più critico e meno indifferente.

Il dibattito ha permesso di cogliere note pessimistiche, ma anche la speranza che le giovani generazioni diventino consumatori consapevoli e tanto flessibili da mutare stile di vita quotidianamente, senza demandare ai soli potenti della Terra il compito di redigere accordi utopistici e irrealizzabili.

Nel tentativo di evitare che la questione dei cambiamenti climatici diventi un puro slogan, svuotato di ogni significato, l’invito dei giovani studenti è quello di abbattere i muri dell’indifferenza e di ricercare le autentiche radici della felicità.

Sara Polese

IVASA Liceo Scientifico M. Curie

https://drive.google.com/file/d/1PNL6SxUDhrB83QabdQZTbUghPpPP5Idk/view?usp=sharing

Deserto_luogo dell’Esodo

Il 20 febbraio 2019 si è tenuta, presso il Liceo Scientifico statale Marie Curie, una tavola rotonda volta alla trattazione della tematica del deserto come luogo dell’esodo. L’incontro è iniziato con la presentazione del concetto di deserto a cura degli organizzatori, gli alunni della classe 5^Dnr, seguito da un confronto dialettico incentrato sullo stesso tema e portato avanti dai tre ospiti presenti: Maria Teresa Milano, docente esperta di cultura ebraica, Angelo Fracchia, insegnante di religione cristiana e Ahmed Abdullahi, migrante di religione islamica sopravvissuto al deserto.

Si sono delineate tre interessanti e differenti concezioni: luogo del mistero, luogo dell’accettazione della propria fragilità e di ciò che è realmente essenziale, luogo iniziatico come punto di partenza per un nuovo inizio. Proseguendo l’attenzione si è spostata sull’analisi di una delle caratteristiche distintive delle distese desertiche: il silenzio. Mentre nella religione ebraica esso permette la predisposizione all’ascolto, in quella cattolica si potrebbe interpretare come slancio di fiducia nei confronti di un Dio che talvolta sembra non dare risposte e, infine, potrebbe rappresentare, per chi lo sperimenta, la condizione ideale per distinguere i valori ritenuti importanti per cui lottare, come la solidarietà e la fede.

Il dialogo tra i diversi contesti religiosi è stato ulteriormente arricchito dalle importanti testimonianze di vita del giovane musulmano che si è ritrovato a dover affrontare il deserto come luogo fisico, riscoprendo la forza della fede e il valore della speranza.

Luvi Moioli

Michela Daraio

 Filmato tr yt.mp4

Presentazione progetto power point

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